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E COME EMPOLI

 

 


 

Empolesi di tutto il mondo, unitevi!

Unitevi! Salviamo la nostra cittadina dai soprusi cui viene sottoposta giorno per giorno, da migliaia di persone sparse per l’Italia!

Soprusi, ebbene sì. Oserei chiamarle mancanze di rispetto, se non fosse che molto spesso alla base delle stesse c’è un’ignoranza di fondo di uno dei beni più preziosi che gli Italiani oggi abbiano, ossia la nostra lingua, l’Italiano.

 

La teoria della pesca

Non sono matto, sto solo introducendo il nocciolo della questione. Che cos’è la pesca?

Se avete risposto, avete già sbagliato. Perché posta così la domanda non è chiara: infatti bisogna stabilire se si parla della pèsca, intesa come frutto che si mangia, o della pésca, intesa come l’atto del pescare. Qui la distinzione è netta, e non perché ho dato la spiegazione, ma perché ho messo l’accento giusto.

Ricapitoliamo brevemente il discorso. In Italiano esistono due tipi di “e”: quella chiusa, che ha l’accento acuto (“é”, quella  di pera e mela); e quella aperta, che ha l’accento grave (“è”, quella di perla e sfera).

I vari dialetti tendono a far commettere diversi errori nell’Italiano corrente: nel Nord si ha un uso smodato della “e” chiusa, anche quando non si dovrebbe; dagli Appennini in giù succede invece il contrario, nel senso che si esagera con le “e” aperte. Ho un’amica pugliese che in qualche caso addirittura le scambia: l’ho sentita pronunciare la parola “bene” con la prima “e” chiusa e la seconda aperta...

Insomma, di “e” ce ne sono due. E quando si tratta di pronunciarla “a solo”, bisognava sceglierne una, o questa o quella. Non so chi scelse e in base a quali ragioni, ma fu stabilito che la quinta lettera dell’alfabeto italiano andava pronunciata chiusa (al contrario della “o”, che esiste anch’essa nelle forme chiusa e aperta, ma “a solo” si pronuncia aperta).

 

E come Empoli

E finalmente ci siamo arrivati: nell’uso comune, soprattutto da un po’ di anni a questa parte, come si dice “d come Domodossola” e “z come Zara”, si dice pure “e come Empoli”.

Grazie dell’onore.

Ma perché si dice “e come Empoli”? Perché non si dice “e come Enna” (e una volta io lo sentivo dire, per la verità...), visto che Enna è anche capoluogo di provincia e non un semplice comune? Oppure, perché non si dice “e come Eboli”, paese che dà il nome al celeberrimo romanzo di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli” e quindi sicuramente più famoso della città toscana?

La risposta dovrebbe esservi già venuta spontanea: perché Empoli si pronuncia con la “e” chiusa, come la quinta lettera dell’alfabeto, mentre Enna ed Eboli iniziano con la “e” aperta. Bravi. Empoli infatti, fra le città italiane che cominciano per “e” chiusa, è la più grande ed importante. Qualche Empolese pensa che sia l’unica, ma non è vero: è solo la più importante.

Per inciso, non capisco come mai a nessuno sia venuto in mente di dire “e come Elba”, l’Isola d’Elba, ben conosciuta da tutti e della quale poche volte ho udito storpiare il nome.

Come che sia, si dice “e come Empoli”, così si dice. Ma si dice proprio così?

 

Èmpoli?...

Nonostante tutto, c’è una larga parte di Italiani che continua a dire Èmpoli, con la “e” aperta. Addirittura c’è chi dice “e come Èmpoli” (con la prima “e” chiusa e la seconda aperta). Povera mia città, povero nome storpiato. Ci manca solo che lo scrivano con la “enne”...

 

Empolesi di tutto il mondo, unitevi!

Insegniamo a tutti com’è il nome nostro, come lo si deve pronunciare! Diciamolo, spieghiamo perché, recuperiamo la nostra dignità!

Spieghiamolo ai Fiorentini, che sono qui a due passi e ancora non l’hanno capito! E’ vero che loro sono usi a fare un po’ di confusione (se avete letto il copione di “Gaveneide avrete visto che anche lì ribadisco il concetto...). Direte: "ma allora te ce l’hai con i Fiorentini!" No, io voglio soltanto che le cose siano fatte (anzi, dette) per bene.

Per dimostrare che non sono contro gli abitanti di Firenze, spezzerò una lancia “accentata” in loro favore dinanzi a tutti. Sportivi o no che siate, saprete certamente che in tutta Italia quando in una partita di calcio si segna una rete si grida “gòl” (con la “o” aperta). Ebbene a Firenze si dice “”, senza la “l”, ma con la “o” chiusa; e questa forma è sicuramente molto più simile al termine originale inglese “goal”, che si pronuncia con la “o” chiusa. Qui sono loro ad essere corretti, mentre il resto d'Italia (Empoli compreso) storpia la parola. Questo tanto per dare a Cesare quel che è di Cesare.

Ma ai Fiorentini dire “Émpoli” fa proprio fatica. E anche a buona parte d'Italia.

Vivaddio, c’è anche qualcuno da ringraziare, ossia il compianto Mike Bongiorno, che nella sua “Ruota della Fortuna” usava ripetere correttamente “e di Empoli” quando qualcuno comprava quella vocale.

Empolesi: ribelliamoci, e che caspita!... Sono forse contenti i Fiorentini (dagliela) quando sentono qualcuno dire “Firénze”? O i Trentini quando qualcuno dice “Trénto”?

Sto valutando se fondare il comitato “E come Empoli”. Empolesi e non, se vorreste farne parte, scrivetemi!...

  


by Massimo Valori 2013